BENVENUTI IN V-ANIMALS

passione animali
passione animali

Passionata dall'infazia di animali da cortile e domestici.

Sono la mia passione non c e altro da dire.

 

 

spero di potervi aiutare nel vostro cammino.

 

 

 

 

 

 

N°1 PER ACQUISTARE UN ACQUARIO SI SPENDE UNA FORTUNA
FALSO!
Oggi nei negozi specializzati un piccolo acquario completo di accessori (luce, filtro e riscaldatore) supera di rado i 100,00 Euro e ancora meno costano vaschette di plastica o bocce per pesci rossi. E' meglio optare tuttavia per un piccolo acquario, perché se è vero che le bocce costano meno, un acquario richiede meno lavoro di manutenzione (non si deve cambiare l'acqua tutti i giorni, ad es.) e i pesci stanno molto meglio.

N°2 CI VUOLE UN RUBINETTO VICINO ALL'ACQUARIO
FALSO!
Una volta riempito la prima volta, l'acquario funziona riciclando l'acqua al suo interno. Bisogna soltanto aggiungere di tanto in tanto un po' d'acqua per rimpiazzare quella evaporata, cosa che si può fare tranquillamente con una brocca, un innaffiatoio, una vecchia bottiglia e pura e semplice acqua di rubinetto.
N°3 BISOGNA RIEMPIRE L'ACQUARIO CON ACQUA OSMOTICA E TRAFFICARE PER I RICAMBI MENSILI CON TANICHE PESANTISSIME
FALSO!
L'acqua del rubinetto può essere utilizzata sia per riempire l'acquario sia per i rabbocchi ed i cambi parziali, a patto di aggiungere un valido prodotto biocondizionatore. Non so quelli degli altri negozi, ma i nostri pesci sono tutti acclimatati all'acqua di Milano, con tutto il suo "bel carico di calcare", proprio per evitare noie ai clienti. Questo naturalmente vale per la maggior parte delle specie da acquario di comunità d'acqua dolce: resta inteso che per allevare specie delicate come i Discus o per tentare la riproduzione di pesci d'acqua molto tenera la situazione è diversa, ma si tratta comunque di situazioni destinate ad acquariofili più esperti e per queste persone un po' di lavoro in più non è un problema. Spesso invece l'uso di acqua osmotica arreca più danni che benefici !!!
N°4 BISOGNA SVUOTARE L'ACQUARIO COMPLETAMENTE UNA O PIU' VOLTE AL MESE PER LA PULIZIA CON TUTTI I DISAGI CHE QUESTA OPERAZIONE COMPORTA
FALSO!
Si deve fare un cambio parziale mensile di un terzo dell'acqua contenuta nella vasca, operazione che richiede solo pochi minuti! Ogni due o tre mesi, se non si esagera con il cibo somministrato ai pesci, è necessario sifonare con un apposito strumento il fondo dell'acquario, cosa che richiederà massimo mezz'ora in più rispetto alle usuali operazioni di manutenzione. D'altro canto stiamo parlando di un hobby e se una persona non ha un po' di tempo libero, allora non avrà neanche un hobby.
N°5 CONSUMA TROPPA ENERGIA ELETTRICA
FALSO!
Se ci riferiamo ad acquari piccoli e medi (per intenderci, da 20 litri a 180-200 litri) i consumi sono irrisori, se la dotazione di accessori è standard, cioè una o due lampade fluorescenti, una pompa ed un riscaldatore. Le lampade consumano dagli 11 watt dei piccoli acquari ai 60-90 watt di quelli intorno ai 180 litri. Le pompe consumano dagli 8 ai 10 watt. I riscaldatori dai 25 ai 200 watt. I 200 watt dei riscaldatori possono spaventare, ma bisogna considerare che questi apparecchi non restano accesi tutto il giorno, in quanto il termostato compreso nel loro meccanismo li spegne non appena la temperatura dell'acqua dell'acquario raggiunge i 24-25°C e ciò dipende dalla temperatura del locale in cui si trova la vasca, che difficilmente è inferiore ai 22°C. In conseguenza di ciò inoltre, il riscaldatore funzionerà soltanto nei mesi invernali, rimanendo pertanto inattivo da Maggio a Ottobre.
Le lampade devono funzionare per periodi compresi tra le 5 e le10 ore secondo la presenza di piante finte o vere. E' dunque chiaro che l'unico apparecchio sempre acceso 24 ore al giorno è la pompa, cioè quella che consuma di meno.
Se tuttavia parliamo di mega acquari con coralli o piante di elevatissime esigenze di luce, allora il discorso cambia e chi ha intenzione di dotarsi di acquari più illuminati di Las Vegas dovrà abituarsi all'idea di avere bollette più che salate......
N°6 LE VACANZE SONO UN PROBLEMA
FALSO!
Ci sono distributori automatici di cibo che agiscono quando noi siamo assenti da un giorno a più mesi, per non parlare dei timer automatici che accendono e spengono le luci e delle pastiglie a lento rilascio che durano da un week end fino a quindici giorni.
Due o tre giorni di digiuno poi, non hanno mai ucciso nessun pesce, anzi dato che spesso i nostri amici sono sovrappeso, un po' di dieta porta solo giovamento.
Se poi partite staccando il contatore dell'elettricità, c'è sempre la soluzione della pensione che costa veramente poco.
N.7 L'ACQUARIO PUZZA E PUO' TRASMETTERE INFEZIONI
FALSO!
Questa è una delle falsità più allucinanti. Sono gli errori nella somministrazione del cibo che fanno puzzare l'acquario. Se la vasca è ben tenuta, non ci sono pesci morti e il filtro funziona, aprendo il coperchio si potrà sentire soltanto un po' di odore di lago, di mare o , se ci sono tante piante, di bosco: odori comunque gradevoli e non puzze.
Quanto alle infezioni, è veramente fantascienza: certo se qualcuno vuole bersi un bicchierone di acqua dell'acquario, dovrà mettere in conto probabilmente un bel "cagotto", niente di più.
E' sicuramente più infettiva una cordiale stretta di mano!!!
N°8 I PESCI MUOIONO SPESSO E SI BUTTANO UN SACCO DI SOLDI
FALSO!
Questo è falso per quanto riguarda la maggior parte dei pesci che normalmente sono animali robusti e molto tolleranti. C'è tuttavia un fondo di verità che però riguarda il luogo dove si acquistano gli animali ed il modo di tenerli in acquario. Il luogo migliore per acquistare pesci, piante, coralli ed altri animali vivi è il negozio specializzato. Qui infatti si ha a che fare sempre con le stesse persone che sono esperte nel loro campo e sanno quindi distinguere un pesce malato da uno sano. Va da sé che il commerciante onesto non vi tirerà mai dei "pacchi" e i pesci acquistati presso di lui o lei, vi daranno solo soddisfazioni. Attenzione comunque al fatto che parliamo di esseri viventi e come tali esiste la remota possibilità che una volta acquistati e trasferiti da un ambiente ad un altro, qualcuno per stress possa ammalarsi e morire, ma in generale ciò non accade. In caso di morie sospette, recatevi subito dal vostro negoziante di fiducia che vi prescriverà il farmaco migliore per risolvere quel determinato problema. Un discorso a parte meritano i pesci e simili acquistati presso la grande distribuzione (supermercati e garden center) o via internet. In questi casi si tratta di animali generalmente stressati, spesso tenuti in vasche sovraffollate, non quarantenati e quindi venduti immediatamente dopo aver trascorso uno o più giorni chiusi in una scatola di polistirolo in condizioni davvero estreme. Già un viaggio di una o due ore può creare problemi in caso di freddo, pensate ad una spedizione di animali acquistati on line che può durare uno o due giorni!!!!!
Anche i pesci più sani inoltre, se trasferiti in acquari sporchi, sovraffollati o ospitanti altri animali malati, si ammaleranno e moriranno. La regola da seguire è quindi chiara: acquisto nei negozi specializzati e allevamento in acquari puliti e ben equilibrati (poco cibo, cambio di un terzo dell'acqua una volta al mese, aggiunta di biocondizionatori).
N.9 MANTENERE UN ACQUARIO E' COSTOSO
FALSO!
Se parliamo di acquari d'acqua dolce da piccoli a medio-grandi ( 20 - 300 litri), il costo mensile tra ricambi dei materiali filtranti, biocondizionatori, fertilizzanti e mangimi si aggira tra i 7 e i 35 Euro.
Diversa è la situazione dei marini, che come abbiamo già detto occupano però una fascia diversa di mercato: in pratica per avere e mantenere in ottimo stato un marino, bisogna avere un po' di soldi da spendere o fare qualche sacrificio se si è appassionati ma di soldi ce ne sono pochi.
Quindi potremmo concludere dicendo che l'acquario d'acqua dolce è per tutti poichè più semplice e poco costoso da gestire, mentre il marino è destinato ad una fascia di mercato più alta.
N.10 I PESCI SONO TUTTI COSTOSISSIMI
FALSO!
Il prezzo di un pesce d'acqua dolce varia tra i 2 e i 15 Euro, con una buona media compresa tra i 3 e 6 Euro. I pesci marini sono invece costosi, potendo superare anche 2-300 euro di prezzo, anche se la media si assesta intorno ai 35 - 70 Euro.

 

L’allestimento di un acquario è un'attività che permette il raggiungimento di alcune finalità didattiche:



- In primo luogo, l'impegno adoperato per procurarsi i materiali e rendere funzionante il tutto, compreso il tempo di attesa necessario per la "maturazione" dell'acquario stesso prima dell'introduzione dei pesci, è metafora dei delicati equilibri che caratterizzano gli habitat acquatici;



- La scelta dei pesci richiede una discreta conoscenza delle loro necessità: non tutti i pesci vanno bene per lo stesso acquario, ad esempio alcuni pesci vivono bene nella acque mediamente calcaree, mentre altri (ad esempio i Discus) preferiscono pH più acidi. Inoltre certi pesci hanno indoli comportamentali tali da rendere necessario un allevamento separato; altre specie, invece, possono vivere benissimo in comunità.

La consultazione di un manuale illustrato prima di recarsi in negozio, in luogo dell'assorbimento passivo di istruzioni del rivenditore, è vivamente consigliata.

In generale, l'operazione stessa di recarsi in negozio può rappresentare l'occasione per vivere con i propri occhi una fetta di biodiversità proveniente da tutto il mondo;


- Le necessarie operazioni di mantenimento dell'ecosistema acquario, sebbene non particolarmente impegnative, sono un'occasione per educare i ragazzi al necessario impegno protratto nel tempo che ha lo scopo di mantenere in vita degli organismi assieme al loro ecosistema.

 


La vasca in vetro va posizionata nella collocazione scelta, tenendo conto che, una volta allestito, l'acquario non potrà più essere spostato;



Versiamo dell'acqua all'interno della vasca e la lasciamo riposare per almeno 12 ore;



Trascorse le 12 ore introduciamo il filtro nella vasca e lo azioniamo. Il filtro dev'essere completamente sommerso in acqua e la corrente in uscita deve provocare solamente un leggero movimento dell'acqua in superficie;



A questo punto è necessario attendere alcuni giorni per dare il tempo ai batteri nitrificatori di insediarsi all'interno del filtro e cominciare a depurare l'acqua (può essere utile effetturare un test per la misurazione dei nitrati che, in un acquario d'acqua dolce, devono essere inferiori a 100 mg/lt; spesso i negozianti che forniscono l'attrezzatura fanno questo servizio);



E' possibile a questo punto introdurre i primi pesci, scegliendo, nel caso di un acquario appena avviato, tra le specie più resistenti.





Talvolta, al fine di velocizzare il meccanismo di purificazione dell'acqua da parte dei batteri, può essere utile utilizzare dell'acqua prelevata da un acquario già avviato, che andrà mescolata a quella, già decantata, presa dal rubinetto. Vi sono inoltre in commercio dei prodotti, chiamati attivatori biologici, che possono essere utili per la stessa finalità.

Nel caso in cui l'acqua fosse particolarmente ricca di cloro e di altre sostanze che possono nuocere ai pesci, è possibile acquistare un liquido biocondizionatore, che andrà aggiunto all'acqua di rubinetto appena prelevata e poi lasciata decantare per il tempo indicato sulla confezione.



Un fatto da tenere ben presente è che quanto più grande è l'acquario più facile sarà da tenere.






I pesci



La scelta dei pesci non dovrebbe essere dettata unicamente dalla loro bellezza, ma da tutta una serie di parametri biologici che, naturalmente, è possibile conoscere solo attraverso la consultazione di un manuale o chiedendo direttamente al rivenditore (purchè suffciententemente esperto).



Mi sento qui di consigliare due opzioni, tanto per la facilità di allevamento quanto per il significato didattico.





Guppy (Poecilia reticulata)

Questi pesci di piccole dimensioni sono di facile allevamento in quanto in natura vivono in acque poco mosse o stagnanti: anche in allevamento, quindi, necessitano di poco spazio e non hanno bisogno di un impianto di filtraggio particolarmente potente.



La caratteristica più evidente di questa specie è la colorazione dei maschi, frutto di un intenso lavoro di selezione artificiale.

La selezione artificiale viene prodotta facendo accoppiare tra di loro gli esemplari che presentano delle particolari caratteristiche a noi gradite. Se per esempio desideriamo che i pesci abbiano una pinna caudale particolarmente lunga, faremo accoppiare tra di loro due esemplari con questa caratteristica; alla successiva generazione, sceglieremo i due piccoli che, a loro volta, presentano in maniera più vistosa questo stesso carattere e, una volta divenuti adulti, li faremo accoppiare tra di loro e così via per molte generazioni.

La selezione artrificiale operata sui lupi ha creato le numerose razze di cani che oggi conosciamo, e lo stesso è avvenuto per molte specie che sono destinate all'alimentazione umana.



Un'altra caratteristica di questa specie è la viviparità: ovvero, le femmine partoriscono dei piccoli vivi anzichè deporre le uova come avviene nella maggioranza degli altri pesci. Inoltre, la fecondazione delle uova è necessariamente interna, dato che queste vengono trattenute nel corpo della femmina: i maschi sono distinguibili per la presenza di una pinna ventrale modificata e allungata, detta gonopodio, che serve proprio per trasportare gli spermatozoi verso l'apertura cloacale delle femmine... insomma, per fecondarle!

La riproduzione di questi pesci è davvero molto semplice, l'unico problema sta nel fatto che i piccoli appena nati sono facile preda dei pesci adulti, madre compresa! Al di là del fatto in sé, questo comportamento è interessante perchè pone un problema evolutivo: una madre che mangia i suoi piccoli non diminuiscice forse la propria capacità riproduttiva? Se la risposta è, come sembra evidente, affermativa, ci si dovrebbe chiedere come mai questo comportamento apparentemente assurdo non sia stato "spazzato via" dalla selezione naturale. La risposta sta probabilmente nel fatto che in natura, a causa delle caratteristiche dell'habitat nel quale quesi pesci vivono, i piccoli riescono a fuggire e a nascondersi molto velocemente, così' che non è stato necessario, per le madri, sviluppare un sistema di distinzione tra i propri figli e altri animaletti che fungono da preda. La natura, e quindi l'evoluzione, funziona in economia e ciò che non serve non viene creato. Sono dunque le caratteristiche dei nostri piccoli acquari a creare le condizioni per favorire un evento che in natura sarebbe invece molto raro.





Osservazioni:

- parto della femmina: difficile cogliere il momento del parto: di solito avviene quando le luci dell'acquario sono spente;

- accoppiamento: dura al massimo un secondo, quindi anche questo è difficile da cogliere. Tuttavia i maschi effettuano continui tentativi di accoppiamento con le femmine, avvicinandosi a loro di lato;

- corteggiamento: è un comportamento frequente del maschio, che mostra il proprio fianco colorato ed iridescente alla femmine.


Allestimento





Le componenti fondamentali per allestire un acquario casalingo sono:



1. una vasca in vetro con le pareti siliconate;

2. un filtro per il ricircolo dell'acqua

3. un impianto di illuminazione

4. un termoriscaldatore

5. dell'acqua riposata da almeno una notte

6. piante, fondale e altro materiale di allestimento

 


Le piante sono di fondamentale importanza per il buon funzionamento di ogni acquario di acqua dolce, per molteplici ragioni: producono ossigeno e facilitano l'eliminazione di sostanze contaminanti, create ad esempio dagli escrementi dei pesci. Servono come supporto per la deposizione delle uova di alcune specie di pesci o come nascondiglio per i quelli più timidi. Per questi motivi la cura delle piante in acquario non è solo una questione estetica; piante sane migliorano le condizioni di vita dei pesci nell'acquario e aiutano a creare e a mantenere costante un perfetto equilibrio biologico.
scheda_piante_b.gifIn questa sezione tenteremo di darvi maggiori informazioni su ogni singola pianta di nostra produzione e non, ma soprattutto cercheremo di darvi quei consigli necessari al corretto accrescimento delle piante in acquario.

Spesso siamo spinti a scegliere piante d'acquario tenendo conto solo di fattori estetici e non secondo le vere e proprie esigenze delle specie. La scelta delle piante d'acquario è bene studiarla secondo le caratteristiche delle singole piante. Per facilitarvi la scelta, abbiamo munito ogni singola pianta di nostra produzione, di un'etichetta recante il nome e alcune indicazioni di massima per la coltivazione, che vi aiuteranno nella scelta del biotopo da creare in vasca e sulla loro collocazione.

Particolare attenzione bisogna rivolgere al fondo dell'acquario. Solo alcune piante coltivate in acquario sono vere piante acquatiche che assumono i nutrimenti sia attraverso le radici sia sull'intera superficie vegetale. La maggior parte delle piante d'acquario sono invece specie palustri che sviluppano un apparato radicale robusto e coprono il loro fabbisogno di nutrienti per la crescita tramite il material e di fondo. La struttura del fondo è determinata dalla granulometria. Da essa dipende l'equilibrio biologico del fondo: infatti deve consentire una corretta areazione e il movimento dell'acqua nella superficie. La reazione acida o alcalina del fondo influenza notevolmente le caratteristiche dell'acqua e l'approvvigionamento di sostanze nutritive alle piante.

Per la vita delle piante acquatiche e palustri l'acqua è il fattore ecologico fondamentale. In particolare incidono sulla crescita delle piante e sono di grande importanza il movimento dell'acqua, le correnti, la durezza, il valore di pH e le concentrazioni di sostanze nutritive.

Spesso viene sottovalutata, essa influisce notevolmente sul metabolismo delle piante. Infatti, se certe piante non crescono bene, solitamente, la causa viene ricercata nell'illuminazione, nei valori dell'acqua e nei fertilizzanti. Ma non di rado una cattiva crescita è da attribuire ad una temperatura non appropriata. Per esempio una Cabomba Caroliana si può coltivare senza problemi a temperature tra i 20 e i 25 °C. Se invece la temperatura è costantemente elevata i getti ben presto deperiscono.

Per illuminare piante e pesci, disponiamo oggi di una vasta gamma di lampade. Gli acquariofili interessati ad una buona crescita delle piante orientano le loro scelte sul tipo di lampade più adatte, sostanzialmente secondo due aspetti fondamentali: da un lato le lampade devono presentare uno spettro di emissione adatto alla fotosintesi delle piante; d'altro canto pesci e piante devono anche apparire in una luce piacevole per l'occhio umano.